attraversare il mondo pedalando

«Le tentazioni alla passività, che molti individui subiscono nella relazione con i vari mezzi di comunicazione, svaniscono non appena si mettono in sella; diventano responsabili di loro stessi e ne sono subito consapevoli. Sono consapevoli sia del luogo a cui appartengono, che possono percorrere in tutte le direzioni, sia degli itinerari lungo i quali se ne allontanano o riavvicinano. Se in più si tiene conto del fatto che l’uso della bicicletta permette loro di ripiombare nei ricordi dell’infanzia e nello scorrere della loro esistenza, si può concludere che l’esperienza del ciclismo è una prova esistenziale fondamentale che rinsalda coloro che vi si dedicano nella loro stessa coscienza identitaria: pedalo, quindi sono».
– MARC AUGÉ  – Il bello della bicicletta.

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Molto spesso le idee (di prodotti, servizi, strumenti…) nascono per dare risposte concrete a bisogni concreti e molto personali. superleggero è nata nel 2008 per rispondere a una mia necessità reale. Io sono Antonello Tabarelli de Fatis e mi muovo nel mondo in bicicletta. Sempre e comunque. Per “funzionalità e praticità” ma anche e soprattutto per amore e passione del mezzo. Le casualità della vita mi hanno portato a trovarmi spesso in città molto fredde (fin dalla città di origine, Bolzano in Alto Adige) dove muoversi pedalando risulta più ostico e faticoso e dove indossare un abbigliamento caldo e molto performante è necessità basilare della sopravvivenza sulle due ruote.

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L’abbigliamento tecnico, utilizzato ormai non più solo dai professionisti del ciclismo, è senz’altro capace di prestazioni altissime, ma come tenere al caldo anche la testa, il naso e le orecchie? La maggior parte di ciò che il ciclista mette in testa o intorno al collo non è abbastanza caldo o abbastanza traspirante. Tutto è o troppo caldo in salita o non traspirante in discesa. Così ho deciso di risolvere il problema da solo. Mi sembrava impossibile che nessuno ci avesse pensato prima di me!. Intuizione, necessità, una domanda personale che ha bisogno di una risposta universale: questa la genesi di SUPERLEGGERO un brand 100 % made in Italy che produce berretti, snoods, foulards e borse di altissima qualità e prestazioni, per i ciclisti urbani di nuova generazione. Le novità introdotte nel mercato dell’abbigliamento sportivo da SUPERLEGGERO sono prima di tutto legate ai materiali. Per primo e dopo molti test, ho scelto di utilizzare, per berretti e snoods, un filato 70% lana merino superfine e 30% cashmere prodotto in Italia da una azienda di Biella. Il risultato è un prodotto di altissima qualità, traspirante, caldo e soprattutto, leggero. Da qui anche il nome del brand: la leggerezza come compagna di viaggio del ciclista urbano moderno, che può all’occorrenza ripiegare facilmente il proprio berretto e infilarlo in tasca.

La collezione di berretti e snoods è dedicata alle più rappresentative maglie della storia del ciclismo: rosa, bianca, ciclamino e azzurra del Giro d’Italia, la maglia à pois e grand prix del Tour de France e quella del miglior grimpeur al Giro del Delfinato. Il mio personale omaggio ai simboli universali della bicicletta, vissuta non solo come disciplina sportiva ma anche come fenomeno sociale e aggregante che riporta a una memoria collettiva fortemente radicata e preziosa.

Accanto alla calda lana, ho deciso di guardare alla seta, scelta per creare una linea di sciarpe colorate, raffinate e funzionali. Dopo molti studi e ricerche, nel 2014, ho deciso di utilizzare per questo capo delicato la favolosa e super-raffinata seta di Como, un filato Habotai interamente lavorato a Como, seguendo l’antica tradizione Italiana. Il risultato sono sciarpe leggerissime e impalpabili, fresche in estate e calde in inverno, anch’esse – nel rispetto della filosofia SUPERLEGGERO – facili da piegare e da mettere in borsa o in tasca.

Ultima arrivata nella gamma SUPERLEGGERO è «Musette». Musette è il termine francese per descrivere quella borsina con dentro un panino, una coca-cola, se fa freddo una ventina, che nel ciclismo agonistico si passa ai corridori in gara. La mia interpretazione di questo oggetto iconico è una borsa chic e raffinata, pensata per abbinarsi perfettamente anche all’abbigliamento da città. Tagliate e cucite a Como con un cotone grosso e resistente, ancora coltivato e tessuto in Italia, le musette sono in due misure e con due disegni: a pois rossi o bianchi e rigorosamente no logo. Una borsa unisex e multitasking, un passepartout dal carattere forte che dice di chi la porta «io sono un corridore», anche al supermarket, in città o in spiaggia.

Dunque, leggerezza, comfort, vestibilità e attenzioni alle reali esigenze del ciclista contemporaneo, che non è più semplicemente uno «sportivo» nel senso agonistico del termine. Per questo i capi SUPERLEGGERO non sono esclusivamente tecnici e performanti. Sono anche belli e ricercati nella forma e nel design. Anche questa può essere letta come una novità nel settore dell’abbigliamento sportivo, che spesso favorisce la tecnologia penalizzando l’estetica. Per i capi SUPERLEGGERO ho voluto un design minimale, pulito, essenziale e contemporaneo, rigorosamente “no logo” che funziona perfettamente anche nella quotidiana pedalata urbana, per andare al lavoro o verso un aperitivo in centro.

Ivan Illich nel suo «Elogio della bicicletta» ha scritto che: “la bicicletta ha ampliato il raggio d’azione dell’uomo”. Penso e spero che grazie a SUPERLEGGERO oggi si possa pedalare con un po’ più di comfort, stile e leggerezza.

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