Nice, mon amour

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Casa non è un luogo fatto di mattoni. Casa è dove percepisci un senso di appartenenza immediato, dove ti senti bene, dove il genius loci ti si attacca addosso e ti dice che quello in cui sei è un luogo giusto per te. Non sono molti i luoghi e le città in cui ho sentito immediatamente tutto questo. Firenze è bellissima, Roma è magica, Milano è affascinante, Parigi è la grandeur, Londra la modernità…ma solo a New York, Zurigo, Praga, Venezia e Nizza mi sono sentito davvero allineato, al mio posto, nel mio ambiente. A casa, insomma.
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Nizza è stata amore a prima vista. Un vero colpo di fulmine di quelli che ti prendono al cuore e non ti lasciano più. Questa attrazione fatale ha a che fare con qualcosa di profondo, con legami arcaici e familiari che ti si infilano sotto pelle e senza che tu te ne accorga, al momento giusto riaffiorano. 
La mia storia di famiglia è profondamente legata a questa elegante città della Costa Azzurra. A Nizza mia madre ci arrivò molto giovane e ci visse per molti anni prima di tornare in Italia. Mio zio Albert invece ci rimase e dopo aver lavorato per anni all’Hotel Negresco, si decise per il grande passo, aprire il suo locale nizzardo: il mitico Albert’s Bar – Cosy Corner Bar, al 19 di rue de la Liberté.

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La prima volta che ci andai, mi ci portò mia nonna che voleva incontrare suo fratello Albert. È in quel momento che scattò l’amore tra me e Nizza, città che mi è stata subito familiare, che mi ha accolto e fatto sentire a casa. Da allora, ci vado spesso, appena posso. Minimo due volte l’anno: in inverno per allenarmi e in estate per festeggiare al mare il mio compleanno.

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Così, quando ho deciso di mettere in produzione un berretto giallo, ispirato alla maglia gialla del Tour de France, il collegamento si è presentato chiaro ed evidente ai miei occhi, perché nulla succede per caso e ogni singola piccola storia, ha sempre un legame con qualche altra storia, ha sempre un perché. Ed eccolo qui, il collegamento tra la mia vita, un colore che sa del sole della Côte d’Azur, una maglia mitica e un berretto superleggero. Mia madre è nata nel 1933. Nello stesso anno si è svolta la prima edizione della Parigi-Nizza, una gara che è diventata negli anni molto importante. Il leader di questa corsa, come al Tour indossa una maglia gialla. Così è nato il berretto «nice 1933». Così ho fermato in un intreccio di lana fatto per pedalare, un pezzo indelebile della storia d’amore tra me e una città.

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